Che cosa viene trasferito esattamente?
Prima di iniziare, chiarisca quali dei quattro livelli cambiano. Sono indipendenti l’uno dall’altro:
- Registrazione: presso quale registrar è registrato il dominio, ad es. Hostpoint?
- Hosting DNS: quali name server rispondono alle richieste per il dominio, ad es. Cloudflare?
- Web hosting: su quale server si trova il sito web?
- Mail hosting: chi riceve e invia le e-mail?
Uno scenario frequente: il dominio resta registrato presso Hostpoint, il DNS passa a Cloudflare, il sito web si trasferisce presso un nuovo hoster e il mail hosting resta invariato. Lo stato attuale di registrar e name server lo mostra la ricerca WHOIS.
Il calendario a colpo d’occhio
- Una settimana prima: creare l’inventario, esportare la zona, preparare il nuovo server e la nuova zona.
- 24–48 ore prima: abbassare il TTL, chiarire lo stato DNSSEC.
- Giorno della migrazione: cambiare name server o modificare i record, testare sito web ed e-mail.
- Prima settimana dopo: monitorare Search Console, reindirizzamenti e report DMARC, aumentare di nuovo il TTL.
- Dopo una o due settimane: disdire il vecchio hosting.
Per il giorno della migrazione scelga un momento con poco traffico, in cui Lei stesso e idealmente anche il supporto di entrambi i provider siate raggiungibili. Un venerdì pomeriggio prima di un lungo fine settimana è una pessima scelta.
Prima della migrazione: preparazione (1–7 giorni prima)
Inventario di tutti i record DNS
Dall’esterno non è possibile elencare tutti i nomi di una zona. I selettori DKIM o i sottodomini poco usati restano invisibili se non se ne conosce il nome. Esporti quindi la zona direttamente presso il provider DNS attuale, idealmente come file di zona.
- Zona esportata e salvata presso il provider attuale
- A e AAAA annotati per dominio principale, www e tutti i sottodomini
- Record CNAME censiti (ad es. www, autodiscover, shop, domini di tracciamento)
- Record MX annotati con le priorità
- Record TXT censiti: SPF, verifiche (Google, Microsoft e altri)
- Selettori DKIM annotati (ad es.
google._domainkey,selector1._domainkey) -
_dmarc,_mta-stse_smtp._tlscensiti - Record SRV e CAA annotati
Con la ricerca DNS di NetScanner confronta i record pubblicamente visibili con la Sua esportazione.
Abbassare il TTL e chiarire i casi particolari
- TTL dei record che cambiano abbassato a 300 secondi con 24–48 ore di anticipo
- Stato DNSSEC verificato: è presente un record DS presso il registrar?
- Con DNSSEC attivo: record DS rimosso e atteso il suo TTL (oppure trasferimento delle chiavi pianificato con il nuovo provider)
- I record CAA autorizzano l’autorità di certificazione del nuovo hoster
- Credenziali di accesso per registrar, vecchio e nuovo provider a portata di mano
Perché serve un anticipo sul TTL lo spiega la guida sulla propagazione DNS.
Preparare il sito web
- Backup completo di file e banca dati eseguito
- Sito web configurato sul nuovo server e testato tramite il file hosts locale
- Certificato SSL sul nuovo server pianificato (molti hoster lo emettono solo quando il dominio punta a loro)
- In caso di URL modificati: elenco dei reindirizzamenti 301 dal vecchio al nuovo creato
- Moduli di contatto: tramite quale server invia le e-mail il nuovo hoster?
Durante la migrazione
Spostare il DNS su Cloudflare e mantenere la registrazione presso Hostpoint
- Aggiungere il dominio su Cloudflare. Cloudflare riprende i record esistenti tramite una scansione, ma non li riconosce necessariamente tutti.
- Confrontare la nuova zona record per record con la Sua esportazione e completare ciò che manca, in particolare selettori DKIM e verifiche.
- Impostare su «DNS only» i record per la posta (destinazioni MX, nomi host dei server di posta). Il proxy di Cloudflare inoltra solo il traffico web, non le e-mail.
- Nel Control Panel del registrar, ad es. presso Hostpoint, sostituire i name server con i due assegnati da Cloudflare. La registrazione resta presso il registrar, cambia solo la delega.
- Non eliminare né modificare più la vecchia zona. Alcuni resolver interrogano ancora per un certo tempo i vecchi name server.
Passare al nuovo sito web
- Congelare le modifiche ai contenuti sul vecchio sito; per gli shop, tenere d’occhio gli ordini.
- Trasferire sul nuovo server l’ultima versione di banca dati e file.
- Modificare i record A e AAAA (o il CNAME) verso il nuovo server.
- Far emettere il certificato SSL non appena i record puntano al nuovo server.
Subito dopo la migrazione: verificare
- Il WHOIS mostra i nuovi name server
- Tutti i record della nuova zona corrispondono all’inventario
- Sito web raggiungibile con e senza www, HTTP reindirizza a HTTPS
- Certificato SSL valido per dominio principale e www
- I vecchi URL reindirizzano con 301 ai nuovi
- Header di sicurezza impostati; reindirizzamenti, header e cookie li controlla con la verifica header HTTP
- Test e-mail in entrambe le direzioni con indirizzi esterni (ad es. Gmail e Outlook.com); nell’intestazione dell’e-mail ricevuta SPF, DKIM e DMARC risultano superati
- I moduli di contatto inviano e-mail e il nuovo server web è incluso nel record SPF
I record di posta li controlla in un unico passaggio la verifica e-mail: MX, SPF con conteggio dei lookup, DMARC, i selettori DKIM più diffusi nonché MTA-STS e TLS-RPT. Approfondimenti sui record li trova nella guida Configurare SPF, DKIM e DMARC.
Nei giorni successivi
- Search Console: verificare che la proprietà sia ancora confermata (TXT di verifica ripreso?). Inviare di nuovo la sitemap e monitorare i rapporti sugli errori per le pagine 404. In caso di cambio di dominio utilizzare anche la funzione «Cambio di indirizzo».
- Aumentare il TTL: se tutto funziona in modo stabile, riportare il TTL a 3600 secondi o più.
- Attivare DNSSEC: abilitarlo presso il nuovo provider DNS e registrare il nuovo record DS presso il registrar.
- Leggere i report DMARC: le nuove fonti di invio compaiono qui per prime.
- Disdire il vecchio hosting: non prima di una o due settimane e solo dopo aver salvato un backup aggiornato.
Ostacoli frequenti
- Record DKIM o di verifica mancanti: raramente figurano nella documentazione dell’hoster, di solito solo nella vecchia zona.
- Proxy sui nomi host di posta: un nome di server di posta instradato tramite il proxy di Cloudflare non è raggiungibile per le e-mail.
- Record DS obsoleto: se il record DS della vecchia zona resta presso il registrar, la risoluzione fallisce con i resolver che effettuano la convalida.
- Consegna locale presso il vecchio hoster: se sul vecchio server web è ancora configurata una casella di posta per il dominio, spesso le e-mail dei moduli vengono consegnate localmente invece di essere inviate al server MX. Rimuova lì il dominio di posta.
- Eliminazione prematura della vecchia zona: i resolver con vecchi record NS memorizzati non ricevono più alcuna risposta.